Tarak Ben Ammar nei film: professione produttore
Il Sud «sale» al Nord
Dal 1975, Tarak Ben Ammar è stato produttore, produttore esecutivo o associato di circa 70 film per un budget totale di 500 milioni di dollari. Lavora dalla Francia (o dall'Italia): il Sud «sale» al Nord.
1975 // Il Messia DI Roberto Rossellini
Nel 1975, Roberto Rossellini, il regista emblematico del neorealismo italiano, realizza una grande ricostruzione storica in Tunisia. A partire dal testo dei Vangeli, racconta la vita di Gesù e degli apostoli in un film di 2 ore e mezza. In particolare gira a Kairouan. Come ringraziamento per l'accoglienza calorosa ricevuta dagli abitanti, il cineasta decide di regalare alla città un impianto stereofonico per la moschea.
Roberto Rossellini confessa a Tarak Ben Ammar, suo produttore esecutivo: «Il neorealismo, te lo giuro, era una gran balla! Era un modo per girare e arrangiarsi con quel poco che c'era. Laddove la critica ha intravisto intenzioni curiose e un'arte completamente nuova, in effetti c'era solo pellicola di cattiva qualità acquistata a basso prezzo e degli attori così così... Poiché le star chiedevano cachet troppo alti, ci accontentavamo del macellaio dell'angolo, dei nostri autisti o delle nostre donne di servizio!» «Rossellini mi ha immediatamente demistificato il cinema. Era alla fine della sua vita e mi ha trasmesso la sua eredità. Ho potuto affrontare i più grandi mostri della settima arte senza nessun complesso.»
1975 // Brian di Nazareth DI Terry Jones
Questa commedia strampalata dei Monty Python racconta la vita di un uomo nato lo stesso giorno di Gesù. Durante la scena della crocifissione, venne chiesto alle comparse di ridere. Rispettose di un simile dramma, le comparse restarono invece assolutamente serie. La produzione fu costretta a scovare una persona che fece ridere la folla a colpi di barzellette.
«Il film è nato dopo le vacanze dei Monty Python a Monastir. Erano venuti a vedere le riprese di Gesù di Nazareth e il giorno dopo mi hanno invitato a pranzo. Desideravano usare le scene. Ho chiesto: ma per fare cosa? Mi hanno detto che ci avrebbero riflettuto e hanno creato il film sul posto!»
1976 // Profezia di un delitto DI Claude Chabrol
«Credevo di sapere tutto sulla produzione. Ho acquistato i diritti di un vecchio libro, ho fatto scrivere la sceneggiatura e sono andato a proporla a Claude Chabrol, che mi ha detto di sì. Mi sentivo come Litvak, ero presidente della mia azienda battezzata Carthago ma questa co-produzione si rivelò un fiasco colossale: 12.000 incassi a Parigi! Chabrol ha capito che ero solo un "ragazzino" che non ci capiva niente di cinema. Allora ha fatto un film "alimentare", come si dice in gergo, e io ero rovinato. La lezione migliore che ci sia è quella che si paga sulla propria pelle. Ho imparato che il contenuto era più importante del finanziamento. E, se non avessi conosciuto il fallimento al mio primo film, forse sarei divenuto odioso. Oggi, tento di restare autentico. Il mio più grande timore è di scoprire di essere diventato arrogante.»
1977 // Gesù di Nazareth DI Franco Zeffirelli
10.000 comparse sono state assunte durante tutto il tempo in cui è stato girato il film, ovvero nove mesi. È stata costruita una sinagoga a Monastir, a fianco della moschea... «La storia di Gesù rappresenta una straordinaria avventura cinematografica. Gesù, è innanzitutto una superba iconografia. È un uomo formidabile, ha visto il pericolo degli uomini della sua epoca nell'interpretare a loro modo i libri religiosi. Ha avuto il coraggio di riportare la religione alle sue vere proporzioni umane presso i poveri e i miseri. È stato un rivoluzionario!»
«La forza dell'immagine è straordinaria! Il film Gandhi ha fatto per Gandhi, nel 1983, più di quanto hanno fatto tutte le conferenze del mondo. Anche Gheddafi, al quale avevo inviato una copia di Gesù di Nazareth, ha compreso la forza e l'importanza dell'immagine. Sfido chiunque a non uscire turbato da questo film!»
Vedi anche «Religione» in «Dalla A alla Z».